La persona che si è occupata dei miei bambini quando erano piccoli, che li andava a prendere all’asilo e a scuola e li accudiva fino al ritorno a casa mio o di mio marito, era molto divertente. Parlava per proverbi in rima. A volte avevo il dubbio che i proverbi li inventasse a seconda delle situazioni e un po’ a caso, ma erano allegri anche se bizzarri, e sempre molto ascoltati e apprezzati dai miei figli. “L'amore è una gran cosa, ma la fame fa passare ogni cosa!” era uno dei più ripetuti per sottolineare l’importanza del suo lavoro quando ci faceva trovare la cena già pronta al nostro arrivo.
Mi ricordo anche “Quando si pensa al brigante è perché il parente non è distante”, che diceva ridendo quando i miei figli avevano qualche piccolo screzio con i cugini su qualche gioco fatto durante il pomeriggio. Era il suo modo di farli ridere e di trasformare il litigio in un fatto normale, quasi obbligatorio tra parenti e a cui non dare peso. Con la stessa logica utilizzava la frase “Spunta il sole, canta il gallo, andiamo tutti a cavallo”, e questo era il suo modo per indurre i miei figli a fare qualcosa che non avevano voglia di fare, come spegnere la televisione e mettersi a studiare oppure interrompere un gioco e tornare a casa dai giardinetti alla fine del pomeriggio. Ripeteva questa litania come fosse un fatto consolidato e una certezza: ad un certo punto si va a cavallo, non c’è da discutere o cercare alternative, è così.
