di Franco Failli

Fare ragionamenti che nascono dalla sofferenza e dalla morte di altri esseri umani è sempre qualcosa che fa nascere il dubbio di non averne il diritto. Dato che però non credo esista altro modo di evitare future sofferenze che quello di renderci tutti sempre più capaci di ragionare sulla nostra bestialità, ci provo lo stesso.

In questi giorni, non certo per la prima volta nella storia, sentiamo parlare di “crimini di guerra”. Ma cosa è un crimine di guerra? Leggiamo su Wikipedia:

Un crimine di guerra è una violazione punibile, a norma delle leggi e dei trattati internazionali, relativa al diritto bellico da parte di una o più persone, militari o civili. Ogni singola violazione delle leggi di guerra costituisce un crimine di guerra. I crimini di guerra comprendono (nella maggioranza delle interpretazioni) le violazioni delle protezioni stabilite dalle leggi di guerra ed anche il mancato rispetto delle norme e delle procedure di combattimento, come ad esempio l’attaccare quanti espongono una bandiera bianca indicante un cessate il fuoco o l’uso truffaldino della stessa bandiera bianca per dissimulare la condizione bellica, preparare e dare inizio ad un attacco. Viene tutelato anche l’uso dei segni distintivi della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale e degli altri segni protettivi. Comprendono anche gli altri atti contrari al diritto internazionale umanitario, quali il maltrattamento dei prigionieri di guerra o dei civili, sanciti dalle Convenzioni di Ginevra.