La notte dell’invasione i mezzi e i soldati della Prima Divisione corazzata ucraina erano «dispersi»: erano stati sparpagliati in una vasta area a nord di Kiev in modo da sottrarsi al primo «colpo» dell’invasore. I bombardamenti avrebbero potuto essere efficaci e comunque ridurre le capacità di reazione. La tattica ha funzionato. Nelle settimane seguenti — ha raccontato David Axe su Forbes — l’unità si è trasformata in uno scudo. Composta da tre battaglioni di T64 — un totale, sulla carta, di 120 esemplari —, più blindati Bmp, artiglieria e sistemi contraerei la Prima Divisione ha ingaggiato i russi, impedendo loro di progredire come avrebbero voluto. Scontri duri, prolungati, dove i difensori hanno dimostrato un buon addestramento. E non lo dicono solo gli esperti, o la propaganda di Kiev, ma lo descrivono gli sviluppi sul terreno.
La resistenza della Prima Divisione, l'unità ucraina che ha fermato i russi
Gli esperti non si attendono un assalto «frontale» nel Donbass, ma una manovra aggirante da nord e da sud. I russi potrebbero muovere in direzione sud da Kharkiv-Izyum, creare il corridoio tra Mariupol e il resto dei territori meridionali, puntare su Dnipro
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