In forte frenata ma comunque positiva la raccolta di marzo di Anima, la prima società di gestione del risparmio a pubblicare i dati di attività sul mese appena passato. La situazione di stallo sui mercati, stretti tra la guerra in Ucraina, l'inflazione in netto rialzo e i timori di aumenti dei tassi, hanno dato del filo da torcere alle reti.
In attesa di capire se anche per gli altri gruppi quotati c'è stato un rallentamento dell'attività a marzo, la società di gestione guidata dall'ad Alessandro Melzi D'Eril ha comunicato di aver chiuso il mese con una raccolta netta di 86 milioni per un totale da inizio anno di 738 milioni, riuscendo così ad arginare i riscatti dei risparmiatori spaventati dal difficile contesto economico e geo-politico. In dettaglio i fondi aperti hanno ottenuto flussi per 11 milioni (271 milioni nel trimestre) e le gestioni individuali per 75 milioni (467 milioni da inizio anno).
A fine marzo le masse gestite complessivamente dal gruppo si attestano a circa 197 miliardi di euro, in incremento di 2 miliardi di euro rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, di cui 76,1 miliardi nei fondi, 29,8 miliardi nelle gestioni e 90,7 miliardi nelle polizze Vita legate ai contratti di ramo I gestite per conto di clienti istituzionali su mandato.