La guerra in Ucraina ci lascia una consapevolezza in più: ormai anche gli attacchi cibernetici e l'utilizzo criminale dell'intelligenza artificiale sono una minaccia per la sicurezza. Di questo ha parlato con chi scrive Roberto Baldoni, direttore dell'Autorità per la cybersicurezza nazionale, durante gli Stati Generali dell'IA di Class Editori. Questo è il resoconto della sua intervista a 360 gradi.

Domanda. Direttore Baldoni, quali sono esattamente i compiti dell'Autorità perla cyber sicurezza nazionale?

Risposta. Come autorità per la cyber sicurezza nazionale di fatto siamo anche l'Autorità del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, ovvero coloro che devono far rispettare le misure di sicurezza agli asset digitali strategici per il Paese. Abbiamo anche una specifica competenza in ambito europeo per quanto riguarda la corretta implementazione italiana della direttiva Nis che è quella della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

D. Da quanto esistete?

R. Siamo un'organizzazione nata come ente di diritto pubblico a fine dicembre 2021 e a tempo di record, stiamo facendo il reclutamento, perché dovremmo crescere dagli attuali 80 dipendenti agli 800 nel 2028 per iniziare ad essere comparabili con gli enti omologhi francese (ANSSI) e tedesco (BSI) che ad oggi contano 1200 persone.