Secondo il nuovo report di S&P Global Ratings sull'outlook globale per il 2022, gli effetti macroeconomici globali del conflitto Russia-Ucraina sembrano per ora moderati dopo un inizio d'anno solido, grazie a robusti bilanci famigliari nelle economie sviluppate. "I rischi sono, però, chiaramente al ribasso: la guerrà influenzerà l'impatto degli scambi commerciali diretti, i prezzi dell'energia e delle materie prime, il livello di fiducia e le risposte politiche, in particolare in Cina", spiega l'agenzia di rating.
In questo senario, S&P ha ridotto la previsione di crescita dello 0,6% al 3,6% a livello globale, dello 0,7% al 3,2% negli Stati Uniti e dell'1,1% al 3,3% nell'Eurozona ritenendo che la risposta politica della Cina manterrà la crescita stabile al 5% circa. Ma è l'inflazione ora in primo piano come sfida politica: secondo S&P l'aumento dei tassi Usa inasprirà le condizioni finanziarie, modererà la crescita e si ripercuoterà su altre economie, mentre la stretta della Bce sarà molto più graduale.
"La crescita del pil dell'Europa di quest'anno del 3,3% beneficia di un effetto di trascinamento pari a 1,9 punti percentuali dal 2021. La Spagna recupererà nel 2022, mentre la Germania è ancora ostacolata da problemi di filiera. C'è meno spazio per misure fiscali rispetto a prima del Covid-19, ma le discussioni sulle norme di bilancio dell'Ue forniranno alcuni spazio di manovra. L'economia della zona euro riprenderà il suo percorso pre-Covid entro il 2025", prevede S&P.
