I contratti esistenti rimangono in vigore e le aziende europee, "una concessione che più volte il presidente russo ha rimarcato che si applica solo ai membri dell'Ue", potranno continuare a pagare il gas russo in euro o in dollari. Queste le parole di Vladimir Putin nella telefonata di ieri con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che oggi il premier ha riportato in conferenza con la stampa estera. La conversione poi del pagamento in euro o in dollari ai rubli spetterà alla Federazione russa. D'altronde, ha precisato Draghi, il pagamento in rubli non solo era inaccettabile, ma soprattutto il cambiamento della valuta non fattibile senza violare i contratti in essere.
La Russia ormai, a causa delle varie sanzioni internazionali attive ai suoi danni, non può vendere il gas che all'Europa. Ma l'Ue acquistandolo continua a finanziare la guerra in Ucraina. Serve, quindi, fissare un tetto per il prezzo del gas a livello europeo per ridurre le risorse alla Federazione russa, anche perché "non c'è nessun motivo per cui il prezzo sia così alto". Per arrivare a un price cap sul gas, l'Europa deve, però, superare il timore di un possibile stop delle forniture imposto dalla Russia, pericolo che per Draghi non sussiste, almeno finora.
