La “concessione” di Putin alle aziende europee perché possano pagare in euro e non in rubli. E l’accordo raggiunto dentro la maggioranza sull’aumento graduale delle spese militari entro il 2028. Mario Draghi, rispondendo alle domande della stampa estera, ha parlato della telefonata avuta ieri con il presidente russo, ma anche delle tensioni con Giuseppe Conte sugli investimenti per le armi. Il presidente del Consiglio ha assicurato di essere “soddisfatto” dell’evoluzione delle vicende sul fronte interno, ma soprattutto ha sposato la mediazione offerta dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini perché la crescita non sia entro il 2024, ma piuttosto il 2028. Un compromesso che ieri è stato bene accolto anche dai 5 stelle. Draghi ha anche detto che “sul Def non è previsto che ci sia nessuna indicazione specifica di spese militari o di altre spese. Il Def è un documento complessivo”, ha precisato. Per quanto riguarda infine, le misure che il governo ha in cantiere per imprese e famiglie per far fronte al caro prezzi, Draghi ha annunciato che la settimana prossima “vedrà i sindacati”.
Spese militari, Conte: ‘Vogliono schiacciare il M5s nell’angolo’. Guerini media: ‘Crescita graduale entro 2028’. 5 stelle: ‘Buon passo verso di noi’
