Torna a crescere l'occupazione in Italia, dopo due mesi di sostanziale stabilità e riprendendo quella tendenza positiva che ha caratterizzato quasi tutto il 2021. A febbraio 2022, infatti, ci sono stati 81mila occupati in più del mese precedente e 777mila in più su base annua. Ma sono i contratti a termine a dominare la scena, sfiorando quota 3,2 milioni, il record assoluto dal 1977. È quanto emerge dalle stime preliminari dell'Istat sul mondo del lavoro.
Nello specifico, l'aumento dell'occupazione dello 0,4% (+81 mila unità) rispetto a gennaio ha coinvolto uomini, donne, dipendenti a termine, autonomi e under 50. Mentre i dipendenti permanenti risultano in calo. Quanto alla variazione tendenziale, il numero di occupati è cresciuto del 3,5% (+777 mila unità) per uomini e per donne, per qualsiasi classe d'età e posizione professionale. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 59,6% non solo di 0,6 punti percentuali superiore al pre-pandemia (febbraio 2020) e del 2,6% su febbraio 2021, ma anche il record dall'inizio delle serie storiche dell'Istat.
Tornando al dato congiunturale, il tasso di disoccupazione è sceso all'8,5% (-0,1%) e al 24,2% (-0,6%) tra i giovani a febbraio 2022. Diminuiscono anche le persone in cerca di lavoro (-1,4%) tra gli uomini e per tutte le classi d'età, ad eccezione dei 25-34enni. Nondimeno gli inattivi calano dello 0,6%, in modo trasversale rispetto al genere e nella fascia 25-49 anni, e il tasso di inattività dello 0,2% raggiungendo il 34,8%. Rispetto, invece, a febbraio 2021, sia chi cerca lavoro sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni si sono ridimensionati, rispettivamente, del 15% e del 5,3%. (riproduzione riservata)
