Nel day after dello scontro con Mario Draghi sulle spese militari, Giuseppe Conte raduna i senatori 5 Stelle per fare il punto sul dossier difesa. I senatori M5s sono stati raggiunti da una mail che li preallerta sulla riunione di gruppo con il presidente del Movimento, “presumibilmente nella fascia oraria 12-13”. “C’è una riunione del gruppo M5S Senato in corso e devo raggiungere i senatori, stiamo lavorando per mettere a punto la nostra posizione ufficiale sui temi di attualità”, ha detto l’ex presidente del consiglio, in un intervento ad un convegno sull’energia.
“Nella Nato solo 10 Paesi hanno rispettato gli accordi” – Un dibattito durante il quale è tornato sui temi dello scontro di ieri col capo del governo. “Continuo a richiamare l’attenzione: ci sono filiere produttive che non hanno più materia prima, che fra un pò si fermeranno: possiamo parlare anche di questo? Poi parleremo di tutte le tipologie di armi, missili terra-aria. Il M5S ha posto un problema: il mainstream dice che quando il Movimento pone un problema, vuole la crisi di governo. Questo è l’angolo in cui vogliono schiacciarci“. Sul rispetto degli accordi Nato che prevedono l’aumento per le spese militari fino al 2% del pil, Conte ha ribadito la sua posizione: “Bisogna definire una curva di investimenti militari al 2030 che assicuri una sostenibilità. Questo si può definire con gli alleati. Il nostro paese ha il diritto di chiederlo. A meno che non si faccia uno scostamento di bilancio per gli armamenti, ma dicono che non si possono fare scostamenti”. E ancora: “A chi dice che usiamo una posizione strumentale rispondo: i membri della Nato sono 30. Hanno rispettato gli accordi in 10. Quindi nessuno dice di non rispettare gli impegni presi ma di allungare la curva al 2030”. E siccome ieri Palazzo Chigi aveva legato le richieste dei 5 stelle sulle armi a una crisi della maggioranza, l’ex premier ha ripetuto che “il M5S continuerà a lavorare non per crisi di governo ma nell’interesse dei cittadini per offrire soluzioni di buonsenso”.
