Uno strappo in Senato tra i banchi della maggioranza, si trasforma in un botta e risposta tra Giuseppe Conte e Mario Draghi. Oggetto del contendere: l’aumento delle spese militari al 2% del Pil. “Ho portato a Draghi la preoccupazione del M5s e di tutti italiani. Ho chiesto al premier di lavorare per maggiori risorse per la salute italiani. Abbiamo discusso del caro bollette, che sono anche triplicate, dell’aumento del prezzo dei generi alimentari. Questioni prioritarie rispetto all’incremento spesa militare al 2% del Pil”, dice Conte dopo aver incontrato il capo del governo a Palazzo Chigi. Non passa neanche un’ora e per la prima volta il premier reagisce. Dalla presidenza del consiglio filtrano toni perentori, chiaramente indirizzati contro il capo dei 5 stelle. “Il Governo – fanno sapere – intende rispettare e ribadire con decisione gli impegni Nato sull’aumento delle spese militari al 2% del Pil. Non possono essere messi in discussione gli impegni assunti, in un momento così delicato alle porte dell’Europa. Se ciò avvenisse verrebbe meno il patto che tiene in piedi la maggioranza“. Mai Draghi aveva reagito così alle legittime richieste di una forza di maggioranza. Neanche quando a pressare il governo era Matteo Salvini, contrario alle restrizioni anti Covid: in quel caso al leader della Lega era stata riservata qualche risposta dal sapore ironico in conferenza stampa. Stavolta, invece, il capo del governo usa toni duri contro Conte e arriva a mettere in dubbio il futuro della maggioranza. E questo nonostante poco prima il capo dei 5 stelle avesse escluso totalmente l’ipotesi di una crisi. Ma non solo: Palazzo Chigi, infatti, fa pure sapere che dopo l’incontro con Conte il premier “si è recato dal Capo dello Stato per un aggiornamento sul tema degli investimenti militari”. Un botta e risposta nel quale s’inserisce il Pd: dal Nazareno fanno sapere che Enrico Letta segue “con preoccupazione questi momenti”. Ma andiamo con ordine.