41 miliardi di euro di prodotto interno lordo è quanto può far perdere all'Italia quest'anno la guerra tra Russia e Ucraina. Il conflitto mette a rischio il 36,1% della crescita economica prevista per quest'anno, secondo il centro studi di Unimpresa. Infatti, se il governo, nel nuovo Def, taglierà la stima di crescita per quest'anno dal 4,7% al 3% il pil dovrebbe arrivare a un totale di 1.851 miliardi, invece dei 1.892 miliardi previsti con la nota di aggiornamento al Def dello scorso ottobre, ha calcolato il centro studi di Unimpresa.

In termini nominali, se saranno confermati i tagli alle stime di crescita, il pil dovrebbe crescere di 72,2 miliardi e non di 113,2 miliardi. "Lo sforzo del governo, quanto a risorse economiche da mettere sul piatto per colmare la mancata crescita, deve essere pari a quegli oltre 40 miliardi di euro di pil che la guerra tra Russia e Ucraina di fatto brucerà", ha affermato il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. "Se sarà necessario, bisognerà procedere con scostamenti di bilancio: siamo in una economia di guerra e questa situazione va affrontata con interventi straordinari", ha aggiunto.

Il conflitto tra Mosca e Kiev potrebbe ripercuotersi anche sull'indice dei prezzi al consumo. Col prezzo del petrolio a 150 dollari al barile l'inflazione a giugno arriverebbe all'8,4% per poi ripiegare, solo in caso di miglioramenti, al 6,8% a settembre. Se, invece, le quotazioni del greggio si fermassero in media, nei prossimi mesi, attorno a quota 120 dollari al barile, l'inflazione si attesterebbe al 7,5% a giugno, per poi flettere al 6,4% a settembre.