Technoprobe, azienda lombarda attiva nella progettazione e produzione di dispositivi ad alta tecnologia che consentono di testare il funzionamento dei chip nel loro processo di costruzione, ha chiuso il 2021 con un utile netto consolidato di 119,3 milioni di euro, in aumento rispetto ai 96,6 milioni del 2020. I ricavi consolidati sono pari a 391,7 milioni (+23,4% anno su anno), l'ebitda è di 174,7 milioni (+15,3%) e l'ebit di 149,9 milioni (+9,8%). La posizione finanziaria netta consolidata è positiva (cassa netta) e pari a 135,5 milioni contro i 121,9 milioni registrati a fine 2020, mentre le disponibilità liquide sono passate dai 158,3 milioni del 2020 ai 146,8 milioni dell’anno scorso.

La proposta di destinazione dell'utile generato nell'esercizio 2021 non prevede la distribuzione di dividendi, a supporto della strategia di crescita della società. Technoprobe ha affermato di mantenere un attento presidio alla diffusione delle varianti Covid-19 e, nonostante la curva epidemiologica della prima parte dell'anno abbia registrato inasprimenti, grazie ai protocolli esistenti l’azienda non avrebbe riscontrato rallentamenti produttivi.

La crisi russo-ucraina viene monitorata con estrema attenzione e al momento avrebbe sulla società “impatti circoscritti”: Technoprobe non ha infatti investimenti e relazioni commerciali nei paesi interessati. Ciononostante, al fine di evitare rallentamenti nella produzione, l'approvvigionamento delle materie prime viene condotto con l'obiettivo di aumentare le scorte di sicurezza. Inoltre, si cominciano a segnalare casi di richiesta di adeguamento dei prezzi, anche relativamente all'aumento dei costi di trasporto. Analogamente si osserva un incremento dei costi energetici.