Il presidente statunitense Joe Biden proporrà un’aliquota fiscale minima del 20% che colpirebbe sia il reddito che le plusvalenze non realizzate delle famiglie statunitensi con patrimoni di oltre 100 milioni di dollari. Gli utili non realizzati sono in sostanza gli aumenti di valore di partecipazioni finanziarie e altro prodotti finanziari che non sono sottoposte a tassazione finché non vengono venduti. È grazie a partecipazioni di questo tipo che miliardari come Jeff Bezos, Elon Musk, Bill Gates Warren Bufett hanno visto la loro ricchezza aumentare di decine di miliardi di dollari negli ultimi anni pur continuando a pagare tasse per pochi milioni di euro. Un po’ come se un operaio o un impiegato pagassero in tasse qualche decina di euro all’anno.

Fisco, lo studio: “Ridurre le tasse ai ricchi non genera crescita né lavoro”. E negli Usa fioccano le proposte di patrimoniale in nome dell’equità

Il piano è contenuti nella proposta di budget che sarà presentata domani ed è chiamato “Billionaire Minimum Income Tax”, rappresenta, secondo la Casa Bianca, la proposta più aggressiva mai presentata dall’amministrazione Biden per aumentare la tassazione sugli americani più abbiente. Se adottata, la tassa genererebbe circa 360 miliardi di dollari di nuove entrate nel prossimo decennio, comprendo più di un terzo del taglio di 1 trilione di dollari di spese pianificate da Washington. La metà di questa somma arriverebbe dai 700 individui più ricchi del paese.