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Massimiliano Nerozzi

Sassuolo per due volte avanti, prima con Seba Esposito e poi con Bowie, e per due volte ripreso da Zhegrova, partito dalla panchina e a segno all'82' e al 91'. Ma Adzic, di proprietà bianconera, chiude i conti al 94'

DAL NOSTRO INVIATOREGGIO EMILIA — Parafrasando il Leone d'Oro a Venezia (Woman Unknown), al momento siamo a una «Signora sconosciuta»: Juve sconfitta all'ultimo secondo del recupero da un gol di Adzic — dura lex sed l'ex — ma con una ripartenza che non puoi subire a questi livelli, un incredibile due contro tre, nella propria metà campo, spalancata da un altrettanto surreale palla persa di Kolo Muani. Per rendere l'idea, un'azione difensivamente suicida, in momenti così delicati, come la prima Fiorentina di Italiano o l'esordiente radicalismo di De Zerbi. Morale: in caso di vittoria di Inter o Roma, lunedì sera i bianconeri potrebbero ritrovarsi a meno cinque dalla vetta, dopo quattro giornate.

«La squadra ha perso degli equilibri, cosa che non deve fare, ma tentando di vincerla: il gol del 3-2 avremmo potuto anche farlo noi», dirà alla fine Luciano Spalletti, tentando di prendersi il buono della notte. E ancora: «Sono stato io a chiederlo, forse mi hanno preso troppo alla lettera, e si sono riversati in otto nell'area avversaria». Controindicazione: «Gli abbiamo lasciato spazio, e lì abbiamo delle colpe».