Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky propone: «Posso incontrare Vladimir Putin a margine del G20 che si svolgerà a Miami in dicembre». Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, respinge l’idea e rilancia la provocazione del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui deve essere Zelensky ad andare a Mosca perché l’incontro al G20 tra i due leader «è impossibile». Dice Lavrov: «La Russia è pronta a negoziare con Kiev, ma non interromperà l’operazione militare speciale - vale a dire la guerra - durante i negoziati. Se Zelensky vuole incontrare il presidente Putin che venga a Mosca. Questo è già un enorme gesto di buona volontà da parte nostra». Appare evidente che al momento lo Zar non abbia alcun interesse a trattare, come era risultato chiaro all’indomani dell’ultima missione a Mosca di Jared Kushner e Steve Witkoff, gli inviati di Trump, che il 5 settembre scorso hanno incontrato Putin senza ottenere, di fatto, alcun risultato concreto sul fronte negoziale.
Sembra paradossale, ma Putin parlando al vertice dei Brics, a Nuova Delhi, ha detto: «È necessario un maggiore coinvolgimento dei Paesi per garantire la pace e la stabilità sulla scena globale». Intanto, la Russia continuava a bombardare le città ucraine non risparmiando gli obiettivi civili. Il bilancio di una serie di raid in cui sono stati utilizzati 129 droni e numerosi missili balistici: 11 morti e 96 feriti. I danni più ingenti sono stati registrati in alcuni edifici residenziali di Odessa e Dnipro. Inoltre, sono state colpite due acciaierie a Zaporizhzhia e Kryvyi Rih. Ha spiegato Zelensky: «I russi hanno colpito con un drone un hotel a Chornomorsk, nella regione di Odessa. Undici persone sono rimaste ferite, tra cui sei con mobilità ridotta». Ieri è emersa una rivelazione importante contenuta in un report di 154 pagine redatto da alcuni ricercatori di Anthropic, il colosso dell’Intelligenza Artificiale fondato e guidato da Dario Amodei: la Russia ha usato Claude per sviluppare il software dei droni d'attacco kamikaze da usare contro obiettivi in Ucraina. E allora bisogna tornare alle dichiarazioni di Zelensky per comprendere la delicatezza di questa fase. In un’intervista rilasciata alla radio tedesca Deutsche Welle il presidente ucraino ha puntualizzato: «La Russia produce 140 missili balistici al mese. Secondo gli standard Nato, per abbattere 140 missili occorrono 280 intercettori antibalistici; il rapporto è di uno a due. Tuttavia, è impossibile ottenere 280 missili Patriot al mese: già riuscire ad averne 100 rappresenta un'enorme sfida. Ed è proprio questo il mio obiettivo: disporre di 100-120 intercettori per i mesi freddi e difficili che ci attendono. Potremmo riceverli dagli Stati Uniti, attingendo alle scorte o alle linee di produzione. Negli Usa esiste la volontà politica di fornire assistenza e vendere gli intercettori, ma al momento i ritmi produttivi non sono elevati; di conseguenza, l'utilizzo delle scorte esistenti rappresenta un'opzione percorribile. Gli americani saranno disposti a cederci parte delle loro scorte? Non lo so, staremo a vedere». Il leader ucraino si è anche rivolto agli alleati europei: «Siamo in contatto anche con i Paesi del Medio Oriente, oltre a prevedere una fornitura da parte degli europei. E, con tutto il rispetto per gli europei, che ci hanno aiutato molto e di cui apprezziamo il sostegno, credo che dovrebbero condividere i missili per contribuire a salvare vite umane».










