Se con Washington è crisi nera, l’Europa potrebbe essere la soluzione. Questa sembra essere la via scelta dal Canada di Mark Carney nel futuro prossimo. Secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal, il primo ministro canadese starebbe lavorando a un progetto destinato a cambiare la collocazione economica e strategica del Paese: la formula di “associate membership”, capace di portare Ottawa molto più vicino al cuore dell’integrazione europea.I negoziati tra Ottawa e Washington si sono interrotti il mese scorso dopo che il Canada ha respinto alcune richieste americane considerate inaccettabili da Carney. Ad aggravare il clima fra le due nazioni la boutade sul lago Ontario.Non si tratterebbe, banalmente, di vendere più prodotti canadesi in Europa. Negli ultimi mesi Carney ha avuto colloqui riservati con numerosi leader europei per discutere come integrare maggiormente il Canada nell’economia dell’Unione. Francia, Germania, Italia e Paesi scandinavi sono tra gli interlocutori citati dal Wsj. L’obiettivo sarebbe costruire una relazione che vada ben oltre l’attuale cooperazione commerciale, coinvolgendo settori strategici come energia, difesa, tecnologia, infrastrutture e mobilità.Da quando è entrato in carica nel marzo 2025, Carney ha visitato l’Europa numerose volte e, negli ultimi mesi, intensificando i contatti con i governi europei su commercio, sicurezza e difesa. Ex governatore sia della Banca del Canada che della Banca d’Inghilterra, vanta legami di lunga data con l’Europa. Il Canada è inoltre diventato il primo Paese non europeo a partecipare all’iniziativa europea SAFE per gli acquisti nel settore della sicurezza. Carney è ora atteso al Parlamento europeo giovedì 17 settembre e, il giorno precedente, presenzierà al discorso sullo Stato dell’Unione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha dichiarato in un post sui social media che la visita rappresenterà “un’opportunità per approfondire i legami tra UE e Canada e rafforzare il nostro rapporto”.Il progetto avrebbe un canovaccio commerciale già consistente. Canada e Unione europea dispongono infatti del CETA, l’accordo entrato in applicazione provvisoria nel 2017. Il Canada dispone di risorse energetiche e minerarie considerate cruciali per l’industria occidentale, mentre l’Europa ha bisogno di diversificare le proprie catene di approvvigionamento e di rafforzare la propria capacità industriale e militare.In questo quadro, la collaborazione potrebbe estendersi a infrastrutture, data center, rotte commerciali artiche, energia e minerali critici. Il Wall Street Journal riferisce inoltre di ipotesi riguardanti una maggiore mobilità dei lavoratori e programmi di scambio nel settore dell’istruzione.La guerra commerciale ha messo sotto pressione una delle relazioni politico-economiche più integrate al mondo. Sebbene Carney si sia posto l’obiettivo di duplicare le esportazioni canadesi al di fuori degli Stati Uniti nel prossimo decennio, sostituire in un baleno Washington non è realistico. E anche in Europa l’idea di un “membro associato” canadese non è una soluzione già sul tavolo. Il concetto dovrà essere tradotto in accordi concreti e compatibili con le regole dell’Unione. Una partnership troppo ambiziosa solleverebbe, infatti, numerosi interrogativi nei Paesi membri sulla possibilità di creare una sorta di integrazione à la carte per un Paese esterno.
Carney guarda all’Europa: il Canada pensa a un accordo di associazione con l’Ue
Dopo lo strappo commerciale con Washington, Ottawa esplora una partnership senza precedenti con Bruxelles. Sul tavolo l’opzione di “membro associato”. Ma il progetto è ancora tutto da costruire











