Ieri sera, 12 settembre, abbiamo assisto a una vera e propria forza della natura alla Plenitude Arena di Parigi. Celine Dion è tornata sul palco per la prima volta dal vivo dopo sei anni, se si esclude l’apparizione il 26 luglio 2024 a sorpresa alla fine della cerimonia di apertura delle Olimpiadi a Parigi con il brano di Édith Piaf “Hymne à l’amour”.

Un miracolo vero e proprio per la grande artista che nel dicembre 2022 ha dichiarato di aver ricevuto la diagnosi di una malattia neurologica autoimmune progressiva, la sindrome da persona rigida, e così ha cancellato tutti i tour. Dunque quello a cui abbiamo assistito è stato un evento speciale, il primo dei 16 concerti tra questo fine settimana e il 17 ottobre, ma a causa della corsa ai biglietti, sono stati aggiunti 10 concerti dal 8 al 29 maggio 2027, per un totale di 26 spettacoli.

L’allestimento – curato dal direttore creativo Willo Perron, che ha lavorato con Rihanna e Kendrick Lamar – è minimale sia nelle luci che nella resa scenica che ritrae un grande tempio di marmo che si schiude lungo tutti e quattro gli atti dello show. Lo spettacolo di Celine Dion è spirituale (appare anche un maestoso coro gospel nella seconda parte del live), intimo, intenso, un pugno nello stomaco per le emozioni che l’artista è riuscita a regalare con la sua voce aggraziata, elegantissima, forse meno potente di una volta, ma sempre presente, coinvolgente e carismatica. Il concerto di due ore abbondanti ha in scaletta i grandi successi in francese, in inglese, le grandi hit cinematografiche, ma anche delle cover che sono delle vere e proprie chicche.