All’Olimpico è andata in scena una di quelle serate che riconciliano con il fascino e l’imprevedibilità del grande calcio. Il 2-2 fra Lazio e Milan, diretto da Matteo Marcenaro con Meraviglia al VAR, porta il sigillo indelebile di Diego Moreira: gettato nella mischia a gara in corso, il talento belga ha ribaltato l’inerzia del match in centoventi secondi, riscrivendo un copione che pareva già definito.

Dopo un’illusoria avvisaglia rossonera – un colpo di testa di Chukwueze neutralizzato senza affanni da Mandas – il primo tempo è stato un monologo della squadra di Gennaro Gattuso.

I padroni di casa hanno aggredito la sfida con feroce organizzazione: Belahyane diga in mezzo, Frattesi pronto a inserirsi con tempismo e Taylor a scandire i ritmi con lucidità.

In avanti, il tridente leggero Zaccagni-Noslin-Cancellieri ha mandato in tilt la retroguardia ospite, confondendo costantemente le marcature e togliendo riferimenti a De Winter, Pavlovic e Gila.

Il vantaggio al 10’ è parso la naturale conseguenza di questa pressione: affondo di Nuno Tavares sulla sinistra, rifinitura di Zaccagni e conclusione letale di Cancellieri che non ha dato scampo a Maignan per l’1-0.