Lo scambio di battute nel Team Radio con Carlo Santi ai box spiega cosa è successo tra tensione e insubordinazione dopo l’incidente dell’inglese nelle FP3.
Il muretto Ferrari ha ordinato a Lewis Hamilton per cinque volte di fermarsi. E per cinque volte il pilota inglese ha continuato a guidare la sua vettura danneggiata dopo l'incidente nelle FP3 a Madrid. L'ala anteriore della SF-26 era fuori uso, la ruota anteriore destra forata ma il britannico ha ignorato le indicazioni dell'ingegnere di pista, Carlo Santi, nonostante gli avesse ordinato di fermarsi. Il dialogo nel Team Radio è una finestra spalancata sul caos che regna (di nuovo) a Maranello dopo quanto accaduto a Monza per lo scontro con Charles Leclerc e dopo che lo stesso britannico aveva chiesto alla scuderia regole più chiare nella gestione interna. "Fermati!" gli viene intimato dai box. "L'auto sta andando" e tira dritto passando sopra l'insistenza della scuderia. Il campione del mondo è ostinato e solo dopo quel "è il direttore di gara a chiederlo" capisce che è il momento di non spingersi oltre. Per sua fortuna, è stato graziato: né sottoposto a investigazione né sanzionato con penalità in griglia. Ha rischiato grosso, ma la sua caparbietà è stato lo spettacolo peggiore potesse offrire, avendo messo in luce (ancora una volta) quello che dall'esterno è sembrata anarchia, vuoto di potere, autorità e/o autorevolezza all'interno del Cavallino.













