Modena, 12 settembre 2026 – Questa volta, il coniglio dal cilindro lo estrae il Modena. Sette giorni dopo, la sensazione sembrava, se non la stessa, davvero simile. Ad eccezione della qualità dell’avversario, per filosofia di gioco decisamente più propositiva rispetto alla formazione di Nesta. Innumerevoli situazioni, numerose occasioni, il rischio di perderla. Così non è andata, meritatamente i canarini esultano alla fine e il pareggio è un punto prezioso, parecchio prezioso perché a Bolzano, anche quest’anno, di passeggiate se ne faranno poche.

L’unico errore che il Modena non deve commettere è pensare di potersi adagiare, mentalmente, su quanto di bello era stato in modo giusto elogiato a Cremona. La serie B è un campionato drammatico, cinico, non guarda in faccia a nessuno, letteralmente. Ti ritrovi a dover fare i conti con un pugno di mosche quando, in realtà, credevi quel pugno fosse pienissimo. L’adagio mentale, ad esempio, il Modena lo dimostra in occasione del gol del vantaggio del Sudtirol di Okoro. Due contro uno sulla sinistra contro Tonoli, cross sul secondo palo di Molina per l’attaccante biancorosso che approfitta di una doppia incertezza costruita da Chichizola e Nieling: il primo non esce, il secondo non salta. Ecco, quelle situazioni in linea di massima le paghi sempre e possono costare una gara. Galloppa sceglie la via della continuità, in avvio. Stesso undici titolare di un settimana fa, 4-3-2-1 abbastanza fluido ma che non trova l’uscita in fase di costruzione in maniera altrettanto liscia e che pecca nel pressing al possesso palla tirolese piuttosto efficace. D’altronde, è marchio di fabbrica di Possanzini.