Il presidente ucraino Zelensky si è detto pronto ad andare al G20 di Miami se parteciperà anche l’omologo russo Putin. “Dobbiamo incontrarci, parlare e prendere decisioni”, ha detto in un’intervista. Intanto, Putin è a New Delhi per un vertice con gli altri leader dei Paesi Brics. E avverte l’Europa: “Truppe in Ucraina significherebbero guerra”.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto pronto ad andare al G20 di Miami se anche l'omologo russo, Vladimir Putin, parteciperà al vertice dei leader in programma a dicembre. Lo ha detto in un'intervista alla Deutsche Welle.

"Sì, certo. Dobbiamo andarci. Dobbiamo incontrarci, parlare e prendere decisioni", ha affermato, spiegando che ciò che direbbe a Putin conta meno dei risultati: "Non è una questione di parole. Ciò che gli dirò o ciò che lui vorrà dire a me non conta. Contano i risultati, tutto qui". Il Cremlino si è finora rifiutato di dire se Putin volerà a Miami per il G20. Zelensky ha inoltre definito un "buon segnale" la visita a Kiev degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, avvenuta una settimana fa, dopo che si erano recati a Mosca.

Il leader ucraino ha detto di aver spiegato loro che Kiev si trova in una posizione favorevole per i negoziati di pace, considerando che la Russia sta perdendo, secondo le stime, oltre 30mila militari al mese. Secondo Zelensky, la Russia sta pagando un "prezzo elevato" a fronte di guadagni modesti sul campo di battaglia. "Ecco perché riteniamo di avere ora una buona posizione per i negoziati", ha dichiarato, aggiungendo che il suo Paese è più forte rispetto all'anno scorso. Sulla missione degli inviati Usa ha espresso parere positivo anche il Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov, parlando con il quotidiano russo Izvestia, ha spiegato: "Gli sforzi americani per la pace in Ucraina si sono intensificati e la Russia spera che diano i loro frutti".