Trezor ha avvisato i propri clienti di una nuova violazione che coinvolge, ancora una volta, non i suoi sistemi interni ma un fornitore terzo. L'attacco ha colpito Brevo, la piattaforma di marketing che il produttore di wallet hardware utilizza per l'invio delle newsletter, ed � stato sufficiente a esporre circa 347.000 indirizzi email del database di iscritti.

Gli aggressori hanno sfruttato l'accesso ottenuto per spedire e-mail che imitavano in tutto e per tutto le comunicazioni ufficiali dell'azienda, con tanto di mittente contraffatto [email protected]. L'oggetto scelto per ingannare i destinatari era allarmante: "Critical Security Alert: STM32 Entropy Vulnerability", un finto avviso su una presunta falla nel microcontrollore dei dispositivi Trezor.

Chi cliccava sul link incluso nel messaggio veniva indirizzato verso il download di un'applicazione che richiedeva l'inserimento della password di backup del wallet: il dato che, una volta in mano ai criminali, consente di prosciugare irreversibilmente i fondi custoditi sulla blockchain.

Una corsa contro il tempo

Trezor sostiene di aver disattivato il dominio malevolo entro 20 minuti dalla scoperta dell'attacco, limitando il danno a circa 2.500 utenti che avevano gi� cliccato sul link prima della sospensione. Nel comunicato ufficiale, l'azienda precisa che nessun prodotto, wallet o sistema di account Trezor � stato compromesso: il problema resta confinato al database newsletter gestito da Brevo.