di
Vera Mantengoli
Dopo 16 anni di abbandono, via al restauro. Lavori conclusi nel 2030. Il sindaco di Venezia: «Si chiude una ferita». L'amministratore delegato del Gruppo immobiliare Coima: «La sfida è innovare senza cambiare»
Nel 1900, quando il Grand Hotel Des Bains venne inaugurato al Lido di Venezia, era tra gli alberghi più innovativi d’Europa: aveva una ghiacciaia per servire oltre cento pasti al giorno, un teatro aperto per ore, acqua calda e un tunnel per arrivare in spiaggia. Per questo oggi la vera scommessa della sua rinascita non è la fama, ma riportare tra quelle mura l’anima dell’origine. È su questa sfida che si sta giocando il testa a testa tra due operatori alberghieri, uno nazionale e uno internazionale, selezionati dai 17 pretendenti iniziali, in corsa per la gestione del mitico albergo. Qui furono di casa il Premio Nobel Thomas Mann, gli attori Liz Taylor e Robert De Niro, il coreografo Sergej Pavlovič Djagilev, la giornalista mondana Elsa Maxwell, senza dimenticare lo scià di Persia Reza Pahlevi.
Il restauro da 200 milioniDopo 16 anni di chiusura, ieri, 11 settembre, il fondatore e amministratore delegato del Gruppo immobiliare Coima sgr Manfredi Catella, ha annunciato l’avvio ufficiale del restauro del valore di 200 milioni di euro che si concluderà nel 2030. «I criteri per la scelta dell’operatore sono quelli della visione — spiega Catella —. Il Des Bains ha già la sua storia. Per questo innovare senza cambiare è la parte difficile». Per dare un segno di ripartenza, nell’albergo dove vennero girati Morte a Venezia e Il Paziente Inglese, il sindaco di Venezia Simone Venturini ha azionato un pulsante per riattivare l’orologio sulla facciata dell’edificio, progettato dai fratelli veneziani Raffaello e Francesco Marsich. «Si chiude una ferita rimasta aperta molto tempo — ha detto il primo cittadino, presente con il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e il deputato Federico Mollicone —. È un’operazione di grande valore economico e simbolico perché intercetta quel turismo compatibile con la fragilità della nostra città».






