Non si esclude la matrice dolosa per l’incendio che prima dell’alba di ieri – erano da poco passate le 4,30 quando il rogo è divampato – ha divorato una Opel Grandland in via Papa Giovanni Paolo II. La vettura, parcheggiata lungo la strada, è di proprietà di un imprenditore commerciale. In pochi minuti il fuoco ha avvolto completamente il mezzo, lasciando dietro di sé una carcassa devastata e inutilizzabile. L’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Castrovillari ha contenuto i danni. I pompieri hanno lavorato alacremente per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, essendo una strada popolosa, riuscendo a circoscrivere l’incendio e a impedire che potesse propagarsi agli altri veicoli o alle abitazioni presenti nelle vicinanze.Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Cassano all’Ionio, agli ordini del capitano Chiara Baione. I militari hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e soprattutto individuare l’origine dell’incendio. Gli investigatori stanno valutando ogni possibile scenario e, allo stato degli accertamenti, la pista dolosa risulta essere quella più acclarata. Ma l’ennesimo incendio che coinvolge un mezzo appartenente a un imprenditore riaccende inevitabilmente i riflettori sulla sicurezza nella Sibaritide. Un territorio che, negli ultimi mesi, ha conosciuto una sequenza di episodi che alimentano inquietudine e interrogativi. Appena quindici giorni fa la città delle Terme si è svegliata sconvolta dall’omicidio di Giuseppe Scorza, ucciso a Lauropoli in un agguato che ha riportato drammaticamente la mente agli anni passati.