Dopo aver dominato la fase iniziale, la Viola al Penzo ha intravisto i fantasmi con il gol di Adams. Ma ci ha messo due-minuti-due Franquito Mastantuono a scacciare la paura: prima del suo uno-due di sinistro, il talento ex River aveva già deliziato la platea con un paio di assist mal sfruttati dai compagni. La notizia della serata veneziana è ovviamente la resurrezione di Mastantuono, anzi, la sua "nascita" italiana. Non segnava da quasi 8 mesi il 2007 argentino: l'ultima firma sul tabellino dei marcatori l'aveva apposta in Champions nel 6-1 del Real Madrid sul Monaco, roba datata 20 gennaio. E in carriera non aveva mai segnato una tripletta. Non sono stati mesi facili per Mastantuono. Prima, il "taglio" di Scaloni dai 26 mundialisti, poi quello di Mourinho che lo scarica in prestito alla Fiorentina. L'entusiasmo iniziale di Firenze e l'illusorio trionfo in Coppa con esordio assoluto in viola nel 4-1 al Benevento sembravano i prodromi di una stagione trionfale. Invece dopo quell'afoso 14 agosto (giorno tra l'altro del 19esimo compleanno di Mastantuono) sarebbero venute tre sconfitte di fila in campionato, di cui le ultime due al Franchi con fischi e insulti al posto di applausi e cori. Pare che Grosso - cacciato dopo le prime deludenti tre giornate - non fosse stato entusiasta dell'arrivo dell'argentino da Madrid preferendogli un centrocampista più di sostanza. Chissà. Certo che nella sfida contro il Torino di sabato scorso aveva fatto rumore il mancato rientro del 30 viola in campo nella ripresa (al suo posto Gnonto).
La resurrezione di Mastantuono e la lucidità di Fagioli: la nuova Fiorentina nasce in Laguna
Il cambio in panchina fa bene alla Viola: unico difetto nel 4-2 di Venezia una difesa che prende sempre gol










