La fortuna ha bussato alla porta di una ricevitoria di Oggiono, in provincia di Lecco. Nel concorso del SuperEnalotto di venerdì 11 settembre 2026 è stato centrato il 6, con un jackpot di oltre 223 milioni di euro.Una vincita destinata a entrare nella storia del gioco, ma che non può essere semplicemente incassata andando alla ricevitoria con la schedina in mano.
Per premi di questa dimensione esiste infatti una procedura specifica, con tempi precisi e una verifica della giocata da parte degli organismi competenti.La schedina va conservata: è il documento decisivo Per chi ha giocato in ricevitoria, la prima regola è anche la più importante: la ricevuta originale della giocata deve essere conservata integra.La ricevuta vincente deve essere presentata per la riscossione entro 90 giorni solari dal giorno successivo alla pubblicazione del Bollettino ufficiale generale relativo al concorso. Trascorso questo termine, si perde il diritto alla vincita.Per il jackpot da oltre 223 milioni la ricevitoria non può effettuare direttamente il pagamento. Per le vincite superiori a 52.000 euro, la ricevuta originale deve essere consegnata a uno degli Uffici Premi Sisal: Milano, via Ugo Bassi 6, 20159; Roma, viale Sacco e Vanzetti 89, 00155. La procedura prevede la verifica del tagliando e della vincita prima dell'erogazione del premio. Quanto tempo serve per avere i soldi La tempistica cambia in funzione dell'importo. Per le vincite superiori a 52.000 euro ma inferiori a 1 milione di euro, il pagamento viene effettuato entro 30 giorni solari dalla consegna della ricevuta, dopo le verifiche previste.Per una vincita pari o superiore a 1 milione di euro, come quella realizzata l'11 settembre, la procedura è più lunga: il pagamento avviene entro 31 giorni dalla scadenza del termine previsto per gli eventuali reclami sulla vincita, sempre a condizione che non sia stato presentato alcun reclamo.In altre parole, il vincitore del jackpot non si ritroverà 223 milioni sul conto il giorno dopo la consegna della schedina. Prima devono essere completate tutte le verifiche previste dal regolamento.La tassa del 20%: quanto resta dei 223 milioni C'è poi la questione fiscale. Dal 1° marzo 2020 sulle vincite del SuperEnalotto si applica un prelievo del 20% sulla parte della vincita che supera i 500 euro. Non viene quindi tassato l'intero importo: i primi 500 euro sono esclusi dal prelievo.Facendo un calcolo indicativo su una vincita di 223,2 milioni di euro, il conto sarebbe questo: Vincita lorda: circa 223.200.000 euro Parte non tassata: 500 euro Somma soggetta al 20%: circa 223.199.500 euro Imposta: circa 44.639.900 euro Somma netta: circa 178.560.100 euro Il vincitore, quindi, incasserebbe circa 178,6 milioni di euro, mentre allo Stato andrebbero poco meno di 44,7 milioni attraverso il prelievo sulla vincita.Naturalmente il calcolo definitivo va effettuato sull'importo esatto del jackpot assegnato nel concorso, non sulla cifra arrotondata a 223,2 milioni.Una differenza importante: la tassa viene trattenuta subito Non si tratta di una somma che il vincitore deve poi dichiarare e versare autonomamente come una normale imposta sul reddito. Il prelievo viene applicato direttamente alla vincita: il premio viene quindi corrisposto già al netto della ritenuta prevista.La tassazione riguarda la vincita del gioco e non trasforma i 178 milioni circa che restano al vincitore in un reddito da lavoro o in una pensione da sottoporre nuovamente all'Irpef.











