Aveva partecipato soltanto l’altro ieri, il 9 settembre, ai funerali di Stato di suo fratello, Re Harald V. Arrivata in carrozzina, perché voleva essere presente alla cerimonia nonostante le sue precarie condizioni di salute, per dare l’ultimo saluto al “fratellino” che aveva regnato sulla Norvegia per 35 anni. Astrid era la seconda dei tre figli di Re Olav V di Norvegia, nata dopo Ragnhild (scomparsa nel 2012) e prima di Harald.
Circondata dall’affetto di nipoti e pronipoti fino alla fine, la Principessa si è spenta l’11 settembre a 94 anni, come si legge nel comunicato ufficiale del Palazzo Reale: “Sua Maestà Re Haakon ha appreso con profondo dolore la notizia della scomparsa della Principessa Astrid. Nel corso della sua lunga vita, ha rappresentato la Casa Reale con calore e senso del dovere".
Astrid, una vita da film
La seconda figlia del re Olav V e della principessa Märtha di Svezia poteva vantare un onore riservato a pochi: nel giorno della sua nascita – il 12 febbraio 1032 – le fu intitolata un’intera terra appartenente alla Regina Maud, battezzata "Costa della Principessa Astrid". La sua non fu però un’infanzia semplice, per via della Guerra; a soli 9 anni dovette fuggire dalla Norvegia a causa dell'invasione nazista e trascorse gli anni del conflitto in esilio a Washington, negli Stati Uniti. Co-protagonista assieme a sua madre, Marta di Svezia, di un’avventura diventata materia da film: Atlantic Crossing, historical drama di RaiPlay che nel ripercorrere l’invasione nazista della Norvegia del 1940 faceva luce sulla storia dell’amicizia (qualcuno dice amore) tra l’allora moglie del principe ereditario norvegese Olav (diventerà regina a suo fianco) e il presidente americano Franklin Roosevelt, che diede asilo a lei e ai tre figli.










