Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiQuesta accusa rivolta al premier israeliano, Bibi Netanyahu, non è nuova. È riesplosa adesso molto probabilmente perché, fra 50 giorni, si terranno le elezioni politiche in Israele nelle quali Bibi si ripresenterà per la settimana volta consecutiva con la convinzione di vincerle un’altra volta. I suoi critici cercano di ridicolizzarlo, senza andare troppo lontano dalla realtà, dicendo che quando Bibi si presentò per la prima volta era giovane come John Kennedy mentre adesso è vecchio e acciaccato come Joe Biden. Quindi va sicuramente anche messo in conto che l’arroventato clima elettorale contribuisca a creare delle fake news finalizzate a diminuire il consenso che il premier israeliano può contare anche questa volta.

Tuttavia che le cose non siano chiare, non solo nella prevenzione, ma anche nella reazione al massacro di Hamas nei kibbutz israeliani e sulla sabbia del rave party che si teneva nelle loro vicinanze, è evidente. Il dubbio (senza avere in mano nessuna prova per sostenerlo) lo espressi sulle colonne di ItaliaOggi fin dal giorno dopo la carneficina. Esso si basava sulla convinzione che un attacco di questo tipo, che evidentemente era stato lungamente programmato da Hamas, aveva coinvolto, direttamente o indirettamente, almeno dieci mila terroristi palestinesi.