Per più di due mesi gli investigatori hanno lavorato sulle tracce lasciate in quella casa, sulle immagini delle telecamere e sul racconto della vittima. Ora c’è un arresto, i carabinieri hanno portato in carcere un 32enne congolese, accusato di aver sequestrato, violentato e rapinato una donna italiana di 56 anni nel cuore di Roma. Era la notte del 5 luglio quando la donna stava rientrando nella sua abitazione nel rione Monti, mancavano pochi passi alla porta di casa uno sconosciuto l’ha sorpresa alle spalle, bloccata e costretta ad aprire l’appartamento. Una volta dentro, ha abusato sessualmente di lei. Prima di scappare ha poi portato via gioielli e orologi. La donna è stata immediatamente accompagnata al pronto soccorso dell’Isola Tiberina-Gemelli. Gli investigatori della Stazione Quirinale e del Nucleo operativo della Compagnia Roma Centro hanno aperto una vera e propria caccia all’uomo, un lavoro progressivo che ha portato fino al 32enne. A chiudere il cerchio c’è anche un particolare tutt’altro che secondario. Quando i militari lo hanno rintracciato, nella sua abitazione in zona Trullo avrebbero recuperato una parte dei gioielli e degli orologi sottratti alla donna quella notte. Per l’uomo è scattata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per sequestro di persona, violenza sessuale e rapina ed è stato trasferito a Rebibbia e le accuse dovranno essere accertate definitivamente in sede giudiziaria.Il caso romano arriva in un 2026 già segnato da altri episodi di violenza particolarmente pesanti finiti nelle cronache. Fatti indipendenti l’uno dall’altro. Uno dei primi risale alla fine di gennaio. A Bellaria Igea Marina, una donna di 32 anni aveva incontrato alla stazione di Rimini un uomo che le aveva proposto un riparo per trascorrere la notte. I due avevano raggiunto una vecchia colonia. Lì, secondo la ricostruzione dei carabinieri, la donna è stata aggredita sessualmente e ha dovuto lottare per riuscire a liberarsi. Una volta fuori era corsa a chiedere aiuto e poco dopo i militari avevano fermato un tunisino di 28 anni. A Firenze, poche settimane dopo, la vittima aveva appena 17 anni. Nella notte di San Valentino il ragazzo, dopo una serata con gli amici, si era addormentato sulla tramvia. Al capolinea della T2 si è ritrovato sotto un cavalcavia con uno sconosciuto che stava abusando di lui. Le immagini della videosorveglianza hanno permesso alla polizia di arrivare a un 32enne marocchino, in Italia da tre anni e già conosciuto dalle forze dell’ordine, arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore. Poi Milano il 14 aprile una giovane residente in città aveva accettato di vedere un ex collega per parlare di lavoro. L’appuntamento ha avuto tutt’altro epilogo. L’uomo l’ha portata vicino a un garage in una zona isolata, colpendola ripetutamente con schiaffi e calci prima di gettarla a terra e costringerla a subire atti sessuali. L’8 giugno è finito in carcere un 26enne tunisino, irregolare sul territorio nazionale, gravemente indiziato di violenza sessuale. A luglio la cronaca si è spostata a Loreto, nelle Marche. Luigia Fortunato aveva 33 anni e un figlio piccolo. È stata uccisa nella propria abitazione dal marito Sami Khemaies, 39enne tunisino, che dopo il delitto si è presentato ai carabinieri. Sul corpo della donna sono state riscontrate circa cinquanta coltellate, oltre alle ferite compatibili con il tentativo di difendersi. L’uomo è stato portato in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Nelle stesse giornate, sempre a Milano, un’altra aggressione aveva fatto accapponare la pelle. Una 23enne era stata colpita al volto con una lama sulla banchina della metropolitana Duomo. La polizia aveva arrestato un 27enne algerino, poi rimasto in carcere. La Procura ha precisato che non risultavano elementi per attribuire all’aggressione una matrice religiosa o discriminatoria.Ad agosto, ancora nel capoluogo lombardo, una turista di 21 anni si era trovata sola, con il cellulare scarico e senza riuscire a raggiungere l’ostello. Un uomo si era offerto di aiutarla. Quel gesto apparentemente rassicurante era stato l’inizio dell’incubo. La giovane è stata portata in un appartamento, aggredita, minacciata e violentata. Era riuscita a fuggire e a raggiungere un tram, dove aveva trovato l’aiuto del conducente. Per quella violenza è stato arrestato un 25enne peruviano. La notte del 5 luglio, invece, era cominciata sulla soglia di casa di una donna di 56 anni. L’11 settembre, per quell’aggressione, un 32enne congolese è finito a Rebibbia.
Roma, violentata e rapinata in casa a Monti: arrestato il 32enne congolese
Era stata sorpresa mentre rincasava, costretta ad entrare nell’appartamento con il suo aggressore e abusata. Gioielli e orologi rubati quella stessa notte hanno contribuito alla cattura. Da Bellaria a Firenze, Milano e Loreto, anche altri brutali casi del 2026










