Era su un cestello, accanto alla bocca di un silos, quando è precipitato nel vuoto. Un volo di nove metri, nel pomeriggio di ieri giovedì 10 settembre, in un oleificio di via Foggia a Barletta. Vincenzo Dibenedetto aveva trentaquattro anni ed è morto ieri sera, in rianimazione al "Bonomo" di Andria.
L'uomo, barlettano, stava eseguendo un intervento di manutenzione quando qualcosa è andato storto, per cause ancora da accertare. I colleghi hanno lanciato l'allarme e i sanitari del 118 lo hanno stabilizzato, trasportandolo in codice rosso al pronto soccorso del "Dimiccoli" di Barletta. Le sue condizioni sono apparse subito disperate, tanto che è stato trasferito ad Andria per un intervento chirurgico. Non è bastato.
Intervenuti i carabinieri e i tecnici dello Spesal dell'Asl Bat, che ora indagano sulla dinamica dell'incidente. L'area dell'oleificio è stata sequestrata. L'azienda è quella di famiglia, dove il 34enne lavorava da anni ed era conosciuto in città. Una vita che stava mettendo insieme con pazienza: da poco si era trasferito nella casa nuova con la fidanzata Francesca, che stavano ancora arredando, e solo qualche giorno prima era tornato da un viaggio in Giappone.
Sulla vicenda è intervenuta la Flai Cgil Bat insieme alla Cgil Bat, con una nota congiunta. La segretaria generale della Flai Cgil Bat, Dora Lacerenza, ha parlato di un'ennesima "morte bianca che non può ridursi all'attesa dell'esito delle indagini", e ha chiesto controlli preventivi da parte di organi ispettivi che, a suo giudizio, mancano sistematicamente sul territorio. Il segretario generale della Cgil Bat, Michele Valente, ha aggiunto che "un giovane operaio è uscito di casa per andare a lavorare e non vi ha più fatto ritorno"











