Nel secondo trimestre 2026 il numero di occupati, al netto degli effetti stagionali, sale in Italia a 24 milioni 363 mila con una crescita di 155 mila unità (+0,6%) sul primo trimestre 2026. Lo rileva l’Istat. Il tasso di occupazione raggiunge il 63,1% (+0,4 punti in tre mesi), quello di disoccupazione sale al 5,6% (+0,1 punti) e il tasso di inattività scende al 33,0% (-0,5 punti). Nel confronto tendenziale prosegue, più intensa rispetto al trimestre precedente, la crescita del numero di occupati (+246 mila, +1,0% in un anno).
Dal lato delle imprese, nel secondo trimestre 2026 le posizioni lavorative dipendenti presentano una dinamica positiva su base congiunturale (+0,3% in tre mesi), più contenuta nella componente a tempo pieno (+0,2%) rispetto a quella a tempo parziale (+0,5%); la quota dei part-time si attesta al 28,9%.
Nel confronto tendenziale le posizioni lavorative registrano un incremento dell’1,3%, sostenuto da una crescita analoga nelle componenti a tempo pieno e parziale. Particolarmente positivo è l’andamento delle posizioni in somministrazione, che registrano un aumento del 2,0% sul trimestre precedente e del 3,0% su base annua. Il lavoro intermittente continua a crescere, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto al primo trimestre 2026, su base sia congiunturale (+1,3%) sia annua (+6,7%); anche le ore lavorate per dipendente aumentano in termini congiunturali (+0,4%) e tendenziali (+0,7%). Il ricorso alla cassa integrazione diminuisce di 0,6 ore ogni mille ore lavorate rispetto al secondo trimestre 2025, scendendo a 6,2 ore. Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,5%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-0,2%) sia nel confronto tendenziale (-0,3%).










