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Salvatore Riggio

Il teecnico si è presentato in sala stampa: «Non voglio domande». Il presidente del club Yildirim smentisce: «Resta qui»

Un post gara di Champions League trasformato in un dramma sportivo. Il pareggio casalingo contro la Roma si è trasformato in un terremoto per il Fenerbahçe quando il tecnico Ismail Kartal, si è presentato in sala stampa con lo sguardo tirato, ha pronunciato parole che non lasciavano spazio a interpretazioni: «Non mi vedrete mai più». Dimissioni immediate, pronunciate davanti a una platea di giornalisti rimasti pietrificati. La scintilla è scoccata al termine di novanta minuti ad altissima tensione, segnati da un episodio gravissimo: il lancio di una bottiglia dagli spalti che ha colpito l’allenatore. Un gesto violento che ha fatto traboccare un vaso già colmo di stress.

Il caso bottiglina e l'intervento del presidente YildirimTuttavia, a riportare l’ordine e a smentire l’addio definitivo ci ha pensato poche ore dopo il presidente del club, Aziz Yildirim. Il patron dei turchi è intervenuto pubblicamente per proteggere il proprio allenatore e fare chiarezza sulla situazione: «Finché non me ne andrò, sarà lui il nostro allenatore». Yildirim non ha nascosto la sorpresa per il gesto del tecnico: «Nessuno di noi sapeva nulla. Si è dimesso all’improvviso, non ce lo aspettavamo. Gli hanno tirato una bottiglia in testa», ha detto aggiungendo poi dettagli personali emersi da un colloquio privato: «Mi ha parlato dell’incidente con la bottiglia, di questa pressione. Dice: “Prendo delle medicine”. Anch’io prendo 30 pillole». Con toni paterni ma perentori, il presidente ha respinto l’addio di Kartal: «Non ha bisogno di dire “continuerò”. Sono più anziano di lui. Ho detto “continuerai”, e basta. Siamo una famiglia". Il patron ha poi scagliato una frecciata ai media e ai commentatori tv, accusati di demonizzare il calcio e soffocare il club.