ROMA – Il casco si evolve. Si adegua alle circostanze degli impatti e gestisce la forza d’urto dissipando l’energia cinetica obliqua già dal primo contatto. Dalla pista alla strada la sicurezza dinamica viaggia molto forte e l’elemento di protezione più importante per chi va in moto adesso fa un notevole passo avanti.

La tecnologia è RLS (Release Layer System) applicata da Agv per la prima volta sul casco “Pista GP R3” che sarà indossato dalle prove libere di oggi del Gran Premio di Misano dai piloti di MotoGp Marco Bezzecchi, Luca Marini e Franco Morbidelli.

Funziona così. Il casco ha un guscio esterno sopra la calotta. Guscio e calotta sono separati da uno spessore di centinaia di microsfere e quindi il guscio è libero di muoversi dissipando da subito la forza cinetica dell’urto in caso di impatto obliquo, che poi rappresenta nettamente la maggior parte delle casistiche. L’impatto obliquo è responsabile delle accelerazioni rotazionali del cervello, tra le principali cause di lesioni cerebrali gravi. In urti di questo tipo, il casco e il cranio vengono messi in rotazione, mentre il cervello, sospeso nel liquido cerebrospinale, tende a seguire quel movimento con un leggero ritardo. È questa rotazione relativa tra cranio e cervello a generare le sollecitazioni responsabili del danno. E AGV “Pista GP R3” è progettato proprio per limitare la rotazione impressa alla testa sin dalle prime fasi dell'impatto, contribuendo così a ridurne gli effetti di 6 volte.