Per capire che faccia avrà la ventesima edizione di X Factor (show Sky Original prodotto da Fremantle, in onda tutti i giovedì su Sky e NOW, mentre in chiaro il martedì su TV8 e il mercoledì su Cielo) bisogna guardare soprattutto a chi, quest’anno, si trova dall’altra parte del palco. All’Allianz Cloud di Milano la prima Audition mette già in fila alcune coordinate della nuova stagione: la giuria, con il nuovo innesto Irama, comincia a trovare il proprio equilibrio, i concorrenti mostrano le prime carte e si intravedono già alcuni nomi da tenere d’occhio. Irama, senza inseguire Lauro Tra tutto, forse, la sorpresa più evidente arriva proprio dall’interprete de La genesi del tuo colore. Raccogliere l’eredità televisiva di Achille Lauro non è un compito semplice, ma il cantante sceglie fin dall’inizio la strada più sensata: non raccoglierla affatto. Nessun tentativo di imitazione, nessuna ricerca degli stessi tempi o di quella imprevedibilità costruita sull’eccesso. Irama si muove secondo un registro diverso, più misurato e partecipato. Ascolta i concorrenti, si concentra sulle loro storie, si lascia coinvolgere e affronta il giudizio con una sensibilità che sembra prendere sul serio il ruolo affidatogli. Il problema del «no» C’è, però, un problema che lui stesso riconosce: dire di no gli riesce difficile. L’empatia, in alcuni momenti, rischia così di diventare eccessiva disponibilità e di spostare l’ago della bilancia verso l’indulgenza. Ma proprio questa caratteristica potrebbe diventare uno degli elementi più riconoscibili del suo percorso nel programma. Il confronto con Lauro resta inevitabile, soprattutto perché alla nuova giuria manca quella presenza capace di accendere improvvisamente la scena. Ma Irama non ha bisogno di riempire quel vuoto diventando qualcun altro. La sua sfida è costruire un’identità televisiva autonoma. E, alla prima occasione, sembra aver imboccato la direzione giusta. Una giuria ancora da rodare Anche gli altri componenti del tavolo cominciano a definire il proprio spazio in questa nuova formazione. Paola Iezzi alza l’asticella e mostra un approccio particolarmente esigente nei confronti delle esibizioni. Francesco Gabbani appare più serio e controllato di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia, mentre Jake La Furia, almeno in questa prima puntata, rimane più defilato. In realtà, trattandosi di una prima puntata, gli equilibri sono ancora tutti da verificare, ma le diverse personalità iniziano già a distinguersi. Il nome da tenere d’occhio Poi ci sono i concorrenti, e già dalle prime esibizioni emerge il primo nome che merita di essere tenuti d’occhio: Veronica Bruganelli. La ragazza arriva sul palco con Voilà di Barbara Pravi, che le ha insegnato la nonna, e riesce a far sì che sia la voce a sostenere il momento. Canta con sicurezza, senza perdere il controllo dell’esecuzione, ma allo stesso tempo conserva per tutta la prova una tensione emotiva che arriva fino ai giudici. Quando loro si alzano e lei si commuove, per qualche secondo la costruzione del talent sembra quasi dissolversi. Non c’è più la gara, non c’è più il meccanismo televisivo: c’è semplicemente una ragazza che sta cantando e si trova davanti alla reazione di chi l’ha appena ascoltata e apprezzata.
“X Factor”, Irama non fa Achille Lauro: forse è proprio questa la sua forza
Alla prima Audition il nuovo giudice mostra sensibilità ed empatia, mentre la squadra comincia a trovare il proprio equilibrio












