In Dante c’è tutto il racconto dell’umano, "c’è l’anima, ci sono il bene e il male, l’evangelico ma anche il profano e il carnale, e ci sono anche fantasmi ed evocazioni interiori", esordisce Monica Guerritore, amatissima attrice, che mercoledì 16 aprirà il festival Prospettiva Dante di Ravenna proprio viaggiando Dall’Inferno all’Infinito sulle strade della poesia e dell’inconscio.

Che viaggio è, quello di Dante? "Ce lo spiega già nel celebre verso iniziale della ‘Divina Commedia’: quella notte fra il 7 e l’8 aprile 1300, Dante si ritrovò ‘in una selva oscura’, scese in se stesso: io vi ritrovo le parole di James Hillman, celebre psicoterapeuta archetipico, che spiega come nella propria interiorità si possa andare a cercare un luogo che ancora non si conosce. E Dante incontra quasi subito tre fiere che gli sbarrano il passo, come i predatori della psiche. Il poeta dà forma fisica a sentimenti che nascono dentro, e nel primo canto la parola ‘paura’ è nominata molte volte. In questo viaggio psicanalitico arriveremo a incontrare anche Leopardi, la solitudine ricca e non melanconica. Come ricordava Victor Hugo, è nella solitudine che ognuno può trovare la propria Patmos".

Un racconto toccante, come quello che lei ha portato in tutta Italia durante l’estate, la sua ’Anna’, il film su Anna Magnani che ha interpretato e diretto (da alcuni giorni su Sky Primafila ndr.)... "Di dediche ad Anna Magnani ne sono state fatte tante. Io ho voluto ridarle la parola, farla strillare che la sua esistenza non è stata così felice come potrebbe sembrare, anzi è stata una vita drammatica, per le battaglie che ha compiuto, l’emarginazione che ha subito, l’essere stata isolata dal cinema, tutto ciò che noi artiste ancora subiamo. Con il mio film ho voluto continuare la sua lotta, mostrarla anche nei suoi atteggiamenti meno condiscendenti, più sghembi. Riprendendo una frase della mia Giovanna d’Arco, una donna non muore se da un’altra parte un’altra donna riprende il suo respiro".