Un uomo travolto e ucciso da un treno, la stazione bloccata, i rilievi della Polizia ferroviaria e un’indagine per capire cosa sia successo. È il bilancio della tragedia avvenuta ieri mattina alla stazione di Caserta, dove un 52enne di San Nicola la Strada è stato investito dal convoglio della linea Napoli-Caserta-Piedimonte Matese in partenza dal binario 2. Per lui nessuno scampo: l’impatto gli ha tranciato le gambe e l’intervento immediato del 118 e la successiva corsa all’ospedale non ne hanno impedito la morte. Per ricostruire gli ultimi momenti prima dell’impatto, gli investigatori hanno ascoltato i testimoni presenti nello scalo e anche il conducente del treno, che ha tentato di fermare il convoglio ma non è riuscito ad evitare il contatto. Al vaglio c’è ogni possibile ricostruzione, compresa quella, non remota, che l’uomo possa essersi portato volontariamente sulla traiettoria del convoglio. Un’ipotesi che dovrà però trovare conferma negli accertamenti ancora in corso.

I rilievi sul posto e le operazioni di soccorso hanno imposto lo stop alla circolazione ferroviaria, con conseguenze immediate sui collegamenti. L’Eav ha attivato i servizi sostitutivi su gomma tra Napoli e l’alto casertano, ma per pendolari e viaggiatori il blocco si è tradotto in ritardi, attese, sovraffollamento e tempi di percorrenza dilatati. Ancora una volta, un’emergenza lungo i binari ha mostrato quanto rapidamente possa andare in crisi un sistema dal quale ogni giorno dipendonomigliaia di persone.Il contesto E il problema della stazione di Caserta non finisce sui binari. Perché quando il traffico ferroviario torna alla normalità, resta quello che accade appena fuori dallo scalo: viale Ellittico, tra bus costretti a farsi spazio nel traffico, auto lasciate in sosta vietata e parcheggiatori abusivi che, secondo le denunce sindacali, continuano a gestire di fatto ampie porzioni dell’area.La stazione ferroviaria di Caserta è lo snodo della mobilità provinciale, il punto di passaggio quotidiano per lavoratori, studenti e turisti diretti verso Napoli, l’entroterra matesino o la Reggia. Ma alle fragilità della rete ferroviaria di fronte agli imprevisti si somma una situazione esterna allo scalo che da tempo viene indicata come critica. Una combinazione che trasforma ogni emergenza sui binari in un problema ancora più grande per chi deve raggiungere o lasciare la stazione.Le criticità Viale Ellittico, la principale arteria d’accesso per chi si reca allo scalo o deve usufruire dei bus del Trasporto pubblico locale (Tpl), è ormai da tempo teatro di una vertenza denunciata a più riprese dalle organizzazioni sindacali, in primis dalla Filt-Cgil di Caserta. Come sottolineato dal segretario generale Tommaso Pascarella attraverso solleciti ufficiali indirizzati alla Prefettura, alla Questura, ai Commissari Prefettizi e alla Municipale, l’area versa in uno stato di stallo «non più tollerabile». In assenza di un Terminal bus moderno e dedicato, le navette e i pullman di linea sono costretti a sostare e manovrare lungo viale Ellittico prima di avvicinarsi alla stazione per la salita e la discesa dei passeggeri. A questo si aggiunge la presenza dei parcheggiatori abusivi, che alla luce del sole e nelle fasce orarie di maggior afflusso si appropriano dell’area. Il risultato è una carreggiata occupata da auto in sosta vietata, con i bus costretti a manovre complesse, rallentamenti alla circolazione e situazioni di pericolo per pedoni e automobilisti.A rendere il quadro ancora più fosco è il fatto che «gli autisti dei bus si trovano quotidianamente a dover fronteggiare un clima di forte intimidazione. Contestazioni, insulti, atteggiamenti minacciosi e sanzioni "imposte" da chi gestisce abusivamente il territorio si ripetono con frequenza allarmante ogni volta che un mezzo di linea cerca di effettuare le dovute manovre o rivendica lo spazio necessario per la sosta di servizio. È inaccettabile che lavoratori impegnati a garantire un servizio pubblico essenziale debbano operare sotto la costante minaccia di aggressioni verbali o fisiche da parte di chi pretende di spadroneggiare su una strada pubblica», si legge nella nota della Filt-Cgil. Per il sindacato «serve un presidio continuativo delle forze dell'ordine, un controllo capillare delle norme del codice della strada e una rapida accelerazione sull'infrastruttura del Terminal bus per restituire alla stazione di Caserta il decoro e la sicurezza chemerita».