Sigfrido RanucciRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciLe istanze della difesa di Valter Lavitola non reggono: il faccendiere resta in carcere. Le richieste avanzate dai legali dell’ex editore dell’Avanti! sono state respinte dal tribunale del Riesame di Roma. Una decisione che conferma l’impianto della procura e mantiene anche l’aggravante del metodo mafioso messo in atto dal faccendiere, mandante reo confesso dell’attentato davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci. Gli stessi legali hanno già fatto sapere che impugneranno la decisione dei giudici. Proseguono intanto le indagini su quell’amicizia “fraterna” che legava il faccendiere e Ranucci. Sotto il faro della procura romana ci sono presunti buchi temporali nelle chat tra i due.
Il giornalista Sigfrido Ranucci con Gomes Clesio Tavares e Valter Lavitola
Il caso Ranucci continua a evolvere su più parallele. Anche sul fronte giudiziario. Il Riesame tiene in piedi l’impianto della procura di Roma, consolidando quanto raccolto ad ora: la premeditazione di un attentato dinamitardo. I 72 fogli della memoria difensiva non sono bastati a ribaltare il quadro. La linea della difesa aveva tentato di minimizzare il movente politico, considerandolo “insussistente”.










