Un bagaglio a mano, un dispositivo grande poco più di uno smartphone e, in pochi istanti, l’evacuazione dell’aereo. Il principio d’incendio avvenuto il 10 settembre 2026 su un velivolo easyJet in fase di rullaggio a Malpensa mostra perché i powerbank possono entrare in cabina, ma solo rispettando precauzioni precise.Il caso riporta l’attenzione su un oggetto ormai comune tra i viaggiatori. Il dispositivo si trovava nel bagaglio a mano di un passeggero: dopo il principio d’incendio, l’aereo è stato evacuato e lo scalo temporaneamente chiuso per consentire le operazioni di sicurezza. Una pista è stata riaperta intorno alle 18,30, la seconda alle 19,30, quando Malpensa è tornato pienamente operativo.

La regola fondamentale è netta: il powerbank deve viaggiare nel bagaglio a mano, mai in stiva. Le batterie portatili sono considerate batterie di ricambio; tenerle in cabina permette all’equipaggio di individuare rapidamente fumo, surriscaldamento o fiamme. Le indicazioni IATA 2026 prevedono, in generale, un massimo di due powerbank agli ioni di litio fino a 100 Wh. I dispositivi devono essere protetti individualmente contro i cortocircuiti e non andrebbero collocati nelle cappelliere, dove un’anomalia può essere più difficile da notare. Le compagnie possono comunque applicare condizioni differenti o più restrittive: prima della partenza è quindi indispensabile controllare il regolamento del vettore.