“Aumentare la produzione nazionale” di petrolio e gas “significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione, oltre ovviamente a generare maggiori royalty e benefici economici e occupazionali per i territori”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un video pubblicato sui social dopo il Cdm che ha varato il decreto con “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche”.

Le suo intenzioni le aveva già dichiarate a Bari, nel corso delle celebrazioni per la longevità del governo, dove ha promesso che “estrarremo più petrolio dai nostri mari”. Spiegando che “non c’è bisogno di andarlo a prendere in Qatar quando lo abbiamo in Basilicata”. Pare non siano servite le critiche di chi ha fatto notare che le riserve italiane di petrolio certificate sono ben poca cosa rispetto al fabbisogno nazionale. “Ai professionisti del No che già ovviamente annunciano barricate – dice la premier annunciando il varo del decreto -, voglio dire una cosa abbastanza semplice: andremo avanti fino in fondo, perché questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale italiano”