| 10 Settembre 2026 18:03 |
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(Adnkronos) – Prevenzione, integrazione delle competenze, uso dei dati, innovazione e formazione. Sono questi i principali temi emersi all’Ica Day che ha riunito oggi a Palermo, su iniziativa di Hcrm e in collaborazione con Bistoncini Partners, istituzioni, professionisti sanitari, mondo accademico e ricerca per confrontarsi sulle strategie necessarie a rafforzare la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (Ica) e contrastare l’antimicrobico-resistenza. Il confronto, in particolare, ha evidenziato come la sfida non riguardi soltanto gli ospedali, ma l’intero sistema sanitario, attraverso una maggiore integrazione tra assistenza, territorio, organizzazione e nuove tecnologie.
Ad aprire la riflessione sul piano internazionale è stata Raffaella Bucciardini, direttrice del Centro nazionale per la salute globale dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che ha sottolineato come “l’antimicrobico-resistenza richieda una risposta globale, in linea con il nuovo piano decennale dell’Organizzazione mondiale della sanità e con il Piano nazionale italiano. Le priorità – ha spiegato – sono prevenzione e uso appropriato degli antimicrobici”. Centrale anche il tema dei dati. “Le informazioni sanitarie esistono, ma spesso non sono sufficientemente collegate. È quindi necessario renderle interoperabili per passare dalla descrizione dei fenomeni alla capacità di individuare i rischi e intervenire tempestivamente”. A livello locale, Paolo Calcinaro, assessore alla Sanità e alle Politiche sociali della Regione Marche, ha affrontato il tema dei modelli organizzativi. “Una ricerca regionale – ha evidenziato – indica un’incidenza del 4,3% delle infezioni rilevate nelle 48 ore successive al ricovero, dato in linea con la media nazionale, ma caratterizzato da forti differenze tra le singole strutture, con valori dallo 0,15% al 10%. È proprio su queste differenze che occorre intervenire, analizzando le condizioni specifiche dei singoli ospedali”. Calcinaro ha inoltre indicato nelle Case di comunità “uno degli strumenti per rafforzare la prevenzione territoriale e offrire un’alternativa al ricorso al pronto soccorso per i codici verdi e bianchi”.













