È cominciato a Brooklyn, davanti al tribunale federale di New York, il processo penale contro Huawei Technologies, una delle più importanti aziende tecnologiche cinesi. Il procedimento - ritardato per anni dalla pandemia di Covid, che ha reso difficili gli spostamenti di avvocati e testimoni – è stato avviato dal governo degli Stati Uniti e arriva finalmente in aula dopo otto anni di rinvii, sospensioni e battaglie preliminari. La selezione della giuria è iniziata martedì 8 settembre, mentre mercoledì sono state pronunciate le dichiarazioni preliminari. Il dibattimento, davanti alla giudice distrettuale Ann Donnelly, potrebbe durare circa tre mesi e protrarsi fino a dicembre. Sul banco degli imputati ci sono Huawei e alcune società collegate, accusate di aver utilizzato per anni pratiche illegali per espandere il proprio business internazionale.
L’incriminazione riguarda condotte che, secondo l’accusa, si sarebbero svolte tra il 1999 e il 2020. I capi d’imputazione comprendono frode bancaria ed elettronica, violazione delle sanzioni statunitensi, riciclaggio di denaro, associazione a delinquere secondo la legge RICO, cospirazione per il furto di segreti commerciali e ostruzione alla giustizia.










