Se è stata lady Diana, a indossarlo, non è mai “solo un vestito”. È, come minimo, un pezzo di Storia, un ricordo della principessa più amata e compianta, il simbolo (in qualche caso) di un momento chiave della sua breve esistenza. Ne potremmo elencare molti, ma in cima alla lista c’è sempre questo: il tubino nero che tutti ricordano come il revenge dress.

Nero, corto e con le spalle scoperte: un modello audace che Diana scelse per caso, all’ultimo momento, per recarsi alla Serpentine Gallery di Londra la sera in cui il Principe Carlo, suo ex marito, si presentava in diretta tv e ammetteva di averla tradita con Camilla Parker Bowles. Diana aveva scelto un modello di Valentino, per quell’evento, ma qualcuno lo aveva spifferato alla stampa e così aveva deciso di cambiarsi, a favore di questo mini dress in seta della stilista Christina Stambolian che oggi torna alla vendita all’incanto, il pezzo forte di un'asta serale dedicata alla moda in programma da Sotheby’s a New York il 9 dicembre. La stima del suo valore oscilla tra i 150.000 dollari (129.00 euro circa) e i 300.000 dollari (257.000 euro).

Perché è stato chiamato “revenge dress”

Quella sera – era il 29 giugno 1996 – l'allora erede al trono ammetteva pubblicamente la sua infedeltà, in diretta televisiva, durante un’intervista con Jonathan Dimbleby, e la giustificava così: "Ho provato a essere fedele e onorevole, fino a quando non si è irrimediabilmente spezzato tutto". Lungi dal restarsene seduta sul divano a singhiozzare, la principessa decise di rispettare i programmi in agenda: sarebbe andata alla Serpentine Gallery e sarebbe apparsa più splendente che mai. Mai un abito fu un messaggio più chiaro contro il proprio ex marito quanto quello che scelse lei, e che per questopasserà alla storia come abito della vendetta, definito dal Telegraph “l'abito più strategico mai indossato da una donna nei tempi moderni”. Quel modello fu letto da tutti come un atto di affermazione personale con cui la Principessa prese in mano la propria immagine, sfidando il protocollo reale (che imponeva un abbigliamento formale e sobrio) e scegliendo di mettersi in mostra, per rubare la scena al futuro Re.