Posta elettronica

Sicurezza

Una parola può apparire perfettamente normale sullo schermo e, allo stesso tempo, risultare diversa per il software che la analizza. È proprio su questa differenza che fa leva una campagna di phishing osservata da Microsoft: gli aggressori inseriscono caratteri Unicode invisibili all’interno dei termini utilizzati con l’obiettivo di confondere alcuni sistemi di filtraggio della posta elettronica.

L’uso di caratteri non visibili, spazi a larghezza zero e simboli simili tra loro rappresenta da tempo un metodo di evasione contro filtri antispam e controlli basati su corrispondenze testuali. La novità riguarda soprattutto la famiglia di caratteri scelta, la scala dell’operazione e il legame con una tecnica diventata nota nel campo della sicurezza dell’intelligenza artificiale: ASCII smuggling.

I ricercatori Microsoft hanno rilevato un aumento improvviso dell’attività il 9 febbraio 2026. Il giorno precedente i sistemi di ricerca avevano contato circa 21.000 messaggi compatibili con la firma utilizzata; il 9 febbraio il dato è salito oltre 1,3 milioni. Nelle settimane successive la campagna ha raggiunto picchi compresi tra 1 e 2,37 milioni di messaggi al giorno. L’attività ad alto volume è poi proseguita per mesi.