Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato dinamitardo ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, rimane in carcere. I giudici del Tribunale del Riesame di Roma hanno respinto l’istanza presentata dai suoi legali, confermando la misura cautelare e la piena tenuta della gravissima contestazione dell’aggravante del metodo mafioso.

La decisione dei magistrati capitolini ha incassato l’immediata reazione del collegio difensivo dell’imprenditore, deciso a proseguire la battaglia giudiziaria direttamente davanti ai giudici di legittimità. “Il tribunale del Riesame ha confermato l’ordinanza cautelare, chiaramente noi rispettiamo in pieno quelle che sono le decisioni della magistratura, anche se non le condividiamo assolutamente sia in fatto che in diritto. Ora attenderemo che siano depositate le motivazioni che arriveranno entro 45 giorni ma già oggi presenteremo ricorso in Cassazione, quindi per saltum, contro l’ordinanza del gip che ha rigettato la nostra richiesta sulla perdita di efficacia della custodia cautelare che riteniamo sia ampiamente fondata”, afferma l’avvocato Sergio Cola, difensore di Valter Lavitola, accusato e reo confesso di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci.