La «presunta minaccia per l’aereo di Volodymyr Zelensky non esisteva, e questo è stato riconosciuto dagli stessi ucraini». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a proposito dell’allarme provocato ieri dalle parole del premier norvegese, Jonas Gahr Stoere, secondo il quale l’aereo del presidente ucraino era stato «quasi colpito da un drone mentre stava per decollare dalla Moldavia». Lo riferisce Interfax.

Già stamattina sia fonti della presidenza ucraina sia il portavoce del governo moldavo avevano ridimensionato le affermazioni del premier norvegese Gahr Store secondo cui un drone russo, ieri, avrebbe sfiorato l’aereo del presidente ucraino mentre era in viaggio verso Oslo per partecipare ai funerali del re di Norvegia Harald V, recentemente scomparso.

Il portavoce moldavo aveva dichiarato in un comunicato che la Moldavia ha «chiuso il proprio spazio aereo nel pomeriggio dell’8 settembre, poco dopo le 16:30, in seguito alla violazione del proprio spazio aereo da parte di un drone russo proveniente dall’Ucraina». «Dopo le 17:20, le autorità hanno confermato che il drone era precipitato ed era esploso a circa 160 km dall’aeroporto internazionale di Chisinau. Le restrizioni di volo sono state quindi revocate e l’aereo del presidente ucraino è decollato, in ritardo rispetto al previsto».