di
Stefano Bargiggia
In pista a Misano con una supermoto insieme ai piloti Aprilia e a Max Biaggi: «Cambia stile di guida il tuo non è attuale»
Box numero 50 del Misano World Circuit, interno giorno. Uno dei luoghi sacri del motociclismo in cui, da domani, si accenderanno i motori per uno degli appuntamenti più attesi ogni anno dagli appassionati della MotoGp, il Gran premio di San Marino e della Riviera di Rimini. Qui, qualche settimana fa, ci siamo trovati negli stessi spazi dopo un turno in pista in sella a una moto da 220 cavalli che per molti umani è un oggetto di velocità stordente, a constatare quanto i migliori piloti del Mondiale siano preziosi paradossi viventi. Uomini fatti di talento, semplicità e follia capaci di fare e dire cose a cui fatichi a credere.
«Guarda, con queste moto qui, che non vanno poi tanto forte, il Curvone lo dovresti fare anche tu a gas aperto. Così diventa tutto più facile». E tu guardi chi ti parla con gli occhi sgranati, c’è poco da fare. Prima di tutto perché lui è Marco Bezzecchi, al momento terzo in classifica, e già questo basterebbe. Se poi si aggiunge che lui è lì, dopo un turno di guida in pista, per (cercare) di insegnarti come andare più forte tra i cordoli, la cosa diventa ancora più inverosimile. Ma forse, in quel momento, l’incredulità deriva più dal fatto che la curva in questione Marco la percorrerebbe senza patemi a 240 all’ora quasi sdraiato a terra.







