Pavia. Un “Ducatone” si aggirava per le vie della città. I movimenti hanno insospettito gli agenti della squadra volante, che hanno deciso di fermare il mezzo per approfondire i controlli. L’intuizione si è rivelata azzeccata: nel baule c’erano quasi due tonnellate di rame, ritenute il bottino di una serie di furti commessi nei giorni scorsi. Il conducente e il passeggero sono stati denunciati per ricettazione, mentre proseguono le indagini per risalire alla provenienza del materiale. La polizia sta effettuando verifiche sulla base di un grande numero di denunce arrivate nei giorni scorsi proprio per furti di rame. L’operazione Proprio in seguito alle numerose denunce presentate di recente, la polizia aveva optato per una stretta nei controlli nel tentativo di fare chiarezza sui furti di rame commessi. Nel mirino sono finiti soprattutto veicoli dotati di un baule capiente, adatto a trasportare grandi quantità di materiale. Il rame inoltre viene spesso rubato sotto forma di pluviali, grondaie o cavi, tutti piuttosto ingombranti anche a prescindere dalla quantità. Nell’ambito di questa stretta sui controlli, ieri mattina una volante ha individuato il furgoncino Ducato che si aggirava per la città. Forse è stato il fiuto investigativo a guidare gli agenti, che hanno deciso di seguire il mezzo e fermarlo. La reazione del conducente e del passeggero, che pur non essendosi opposti in alcun modo si mostravano piuttosto agitati, ha aumentato i sospetti. Per delle conferme è bastato aprire lo sportello posteriore. All’interno del furgoncino c’erano oltre 1800 chili di rame. Scontato dire che i due uomini a bordo del veicolo non ne hanno saputo giustificare la provenienza. Mentre il mezzo e il materiale al suo interno sono stati posti sotto sequestro per gli accertamenti, conducente e passeggero sono stati portati in questura per l’identificazione e le pratiche di rito. Quindi i due 36enni italiani sono stati denunciati per ricettazione, per essere stati trovati in possesso di materiale “proveniente da un altro reato” (come spiegato sul Codice penale), in questo caso il furto. Le ipotesi Se per le forze dell’ordine i due 36enni si sono di certo appropriati di rame rubato, solo eventuali passi avanti nelle indagini potranno dimostrare se gli stessi uomini sono anche gli autori dei furti. Gli inquirenti danno per scontato che una quantità simile di materiale sia stata accumulata con una serie di colpi. A questo punto, il collegamento con le denunce recenti viene spontaneo. È questa l’ipotesi principale e la pista da cui è partita l’investigazione. A breve potrebbero arrivare quindi novità su alcuni dei casi denunciati durante l’estate: i circa quaranta pluviali e le tettoie rubati al Cimitero monumentale sono stati identificati come parte del carico della refurtiva e già restituiti. Non tutti i furti di rame sono rimasti senza un colpevole. Una decina di giorni fa la polizia aveva denunciato un uomo che, ripreso dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, aveva rubato un pluviale dall’esterno del magazzino di Horti.