Un intervento chirurgico studiato 'su misura', per rimuovere un tumore renale di sette centimetri preservando il resto dell'organo. L'operazione ad alta complessità è stata eseguita con successo su un paziente 90enne nell'ospedale della Murgia 'Perinei' di Altamura.Approccio misto per 'salvare' il reneL'intervento, durato all'incirca tre ore, è stato eseguito nell’unità operativa di Urologia, diretta dal dottor Mario De Siati. L'équipe ha elaborato una strategia mirata, basata su un approccio chirurgico combinato (laparoscopico e mini-open) per ridurre al minimo lo stress operatorio e salvaguardare la parte ancora sana dell'organo, scegliendo dunque una strada alternativa rispetto alla prassi che prevede, in presenza di lesioni di tali dimensioni, l'asportazione completa dell'organo.Dopo l’iniziale fase di isolamento e mobilizzazione del rene per via laparoscopica mininvasiva, i medici hanno quindi effettuato una mini-incisione di 10 cm per garantire il massimo controllo tattile e visivo durante l'asportazione della massa. Durante il delicato intervento, l'asportazione del tumore è stata eseguita senza interrompere il flusso di sangue al rene né chiudere i vasi sanguigni principali. Evitando l'ischemia, i medici hanno salvaguardato la parte di organo sana e prevenuto il rischio di un'insufficienza renale dopo l'operazione.Un ruolo determinante è stato svolto dall'équipe anestesiologica. La gestione del dolore e la cura del paziente — in età avanzata — sono state calibrate su misura, assicurando parametri vitali stabili e un recupero del tutto privo di sofferenza. Durante il ricovero non si è reso necessario ricorrere a trasfusioni di sangue e il paziente è potuto tornare a casa dopo cinque giorni in ottime condizioni di salute."Sinergia per affrontare casi più complessi""Questo caso – evidenzia il dottor De Siati - testimonia l'efficacia della sinergia tra urologi, anestesisti e personale infermieristico: un lavoro di squadra che consente di affrontare patologie oncologiche complesse anche in età avanzata, ponendo sempre al centro la sicurezza e la qualità di vita del paziente".