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Tanti concerti, dal rock e dal metal di star internazionali come Marilyn Manson e i Judas Priest, al bagno di folla per Caparezza, passando per tanti altri appuntamenti di qualità e richiamo, dal pop, al jazz fino all'alternative. L'estate 2026 della Fiera del Levante ha portato Bari al centro dell'universo italiano dei live. Un ‘esperimento’ proseguito dopo successo del 2025 e migliorato ulteriormente per quest'anno.L'Arena del Levante, situata accanto all'ingresso fieristico di via Verdi, ha accolto migliaia di persone per un cartellone di concerti che ha inglobato anche realtà importanti come il Locus Festival, ma soprattutto, offrendo un menu decisamente per tutti i palati: dalla trap di Geolier fino a Skunk Anansie e Marcus Miller, senza dimenticare la band capitanata da Keanu Reeves e altre star italiane come Alfa e Francesco Gabbani. Insomma, una Bari finalmente attrattiva per i concerti non solo utilizzando lo stadio San Nicola, ma anche un luogo all'interno della città, facilmente raggiungibile anche con mezzi pubblici un po' come accade nelle principali metropoli italiane ed europee.Un via vai di artisti e pubblico che, se da una parte ha portato vivacità ai dintorni del quartiere (con vantaggi anche per le attività commerciali e ristorative della zona), ha anche provocato qualche malumore tra i residenti. La ‘goccia’ che ha fatto traboccare il vaso è arrivata con il Sono Metropolitan Festival, sabato 5 settembre. In Fiera si sono esibiti due star mondiali dell'elettronica come Paul Kalkbrenner e Nina Kraviz per un evento durato fino alle 4 del mattino.La petizione dei residenti: “No a rumori fino a notte fonda”L'orario da notte fonda ha fatto infuriare i residenti della zona, in particolare quelli del vicino Villaggio Trieste. Pochi giorni dopo il concerto è stata avviata una petizione da parte degli abitanti, promossa dall'associazione Filoxenia. Nel testo si critica la “presenza e l'utilizzo di un palco per spettacoli ed eventi in prossimità delle abitazioni” che “determina, in occasione delle manifestazioni, un rilevante impatto acustico e logistico, particolarmente percepibile nelle ore serali e notturne, con conseguenze sul riposo, sulla tranquillità e sulla normale fruizione delle abitazioni".La petizione, aggiungono i cittadini, “non è volta a impedire lo svolgimento di manifestazioni, concerti, o iniziative culturali e di intrattenimento, nè intende mettere in discussione il ruolo della Fiera del Levante nella vita della città”. La richiesta dei promotori della petizione è quella di “Individuare una collocazione alternativa al parco, o una diversa configurazione degli eventi, che consenta di conciliare le esigenze degli organizzatori con il diritto dei residenti a una ragionevole tutela della quiete e della vivibilità urbana”.L'appello, rivolto a Fdl, Comune e Municipio 3, propone di scegliere un'area del quartiere fieristico “maggiormente distante o schermata” rispetto alle abitazioni, effetuando anche “una valutazione tecnica dell'impatto acustico prodotto dalla posizione attuale del palco”.Per Francesco Attolico, componente del direttivo dell'associazione Res Sancataldo, che si occupa anche delle problematiche e delle esigenze dei cittadini dell'area attorno al quartiere Marconi e alla Fiera, “c'è questo problema. Auspichiamo che il palco possa essere spostato. Riteniamo che all'interno del quartiere fieristico ci sia tanto spazio a disposizione. Non vogliamo dire no ai concerti, ma che si rispettino i residenti. La questione non riguarda solo le ore serali, ma anche i pomeriggi in cui vi sono state prove dalle 13 alle 16”.Sul piatto anche la questione dei parcheggiPer i cittadini, però, non è solo questione di decibel e casse: “L'altro problema - dice Attolico - riguarda i parcheggi. Per noi, durante questi eventi, è diventato impossibile trovare posto, senza contare la sporcizia e la grande quantità di bottiglie getttate per strada. La questione si ripeterà anche durante la Fiera del Levante tra due settimane. Abbiamo segnalato da tempo la problematica al sindaco e all'assessore Scaramuzzi, ma non abbiamo avuto risposta nemmeno alle pec da noi inviate. Non si può andare avanti così” aggiunge Attolico. La petizione, intanto, prosegue il suo iter, in attesa di capire se vi sarà un dialogo tra le parti o se la questione resterà in sospeso per lungo tempo.






